A View Conference 2018 va in scena il videogioco all’italiana

Mario + Rabbids Kingdom Battle è un videogioco per Nintendo Switch sviluppato dal team di Ubisoft Milan che ha avuto un’ottima accoglienza, ricevendo numerosi e importanti riconoscimenti internazionali. A View Conference Ubisoft Milan è presente, giovedì 25 ottobre dalle 10 alle 11 in Sala Fucine, con Marco Renso, Direttore Animazione, e Tommaso Sanguigni, Direttore Tecnico Animazione, che spiegano com’è strutturata la pipeline di produzione delle animazioni di Mario + Rabbids Kingdom Battle

Per l’occasione abbiamo parlato con Davide Soliani, Direttore Creativo di Ubisoft Milan e papà di Mario + Rabbids . Un uomo che con la sua caparbia, una buona dose di entusiasmo e molte idee ha spinto Shigeru Miyamoto a sostenere il suo progetto di videogioco fusion che mescola il gusto francese alla tradizione giapponese, tutto confezionato con molto estro italiano. 

Un’operazione non semplice perché Mario + Rabbids fonde due franchise di successo fortemente caratterizzati. Con i molesti Rabbids Ubisoft ha giocato in casa, ma Mario è la proprietà principe di Nintendo, un’icona, e loro sono protettivi. In questo caso com’è possibile dare un’impronta originale al titolo? E quanto occorre mediare per raggiungere un buon risultato? Davide ci dice: “Abbiamo osato molto, sia con i Rabbids che per la prima volta hanno una loro personalità ben specifica, che con Mario e gli altri personaggi di Nintendo”. 

Soliani ci spiega che inizialmente erano molto cauti, poi si sono resi conto che le proposte ben motivate venivano accolte con curiosità e infine accettate. Ricorda Davide: “Il rischio più grande poteva essere il ricevere un no e dover quindi rivedere parti del gioco, fattore al quale siamo abituati e che fa parte del naturale ciclo di sviluppo di un videogioco. Con il passare dei mesi ci siamo lasciati andare ed è stato un bene, perché altrimenti un personaggio così particolare come il Phantom, il boss cantante lirico che si può incontrare alla fine del terzo mondo di gioco, forse non sarebbe mai nato”. 

(Davide Soliani, Direttore Creativo di Ubisoft)  

Il dream team di Ubisoft Milan che ha dialogato con Nintendo non è stato creato in maniera specifica per il progetto Mario + Rabbids Kingdom Battle ma è cresciuto progressivamente fino ad arrivare a quello attuale, composto da artisti, animatori, game designer e programmatori di grande esperienza. Ci dice Soliani: “Alcuni lavorano in Ubisoft Milan dalla fondazione dello studio, avvenuta venti anni fa, e a loro abbiamo affiancato nel tempo ragazzi più giovani, selezionati perché promettenti sia per capacità che per la passione espressa quando li abbiamo incontrati, spesso in eventi che organizziamo in scuole professionali e università”. 

Ma in un team talentuoso, per un progetto così delicato, quanto è importante il ruolo del game designer? Soliani pensa sia di gran peso, ma ritiene altrettanto importante che nel gruppo ognuno possa far emergere delle idee: “Apprezzo molto quando un programmatore o un artista propone qualcosa di particolare che merita di essere approfondito. Ad esempio, moltissimi dettagli divertenti sono stati ideati e realizzati dai nostri animatori, che hanno sperimentato molto con le personalità dei Rabbids e hanno contribuito a renderli dei personaggi vivi, amati anche da chi non li aveva apprezzati in passato”. 

Dopo aver vinto anche un Game Award come miglior gioco strategico, le aspettative sia internamente a Ubisoft che da parte dei fan e della stampa sono cresciute, Davide però ci dice che: “Noi non ci montiamo la testa e vogliamo semplicemente continuare a stupire. Non è semplice ma se riesci a creare qualcosa in grado di sorprendere te stesso, anche i giocatori apprezzeranno”. 

Fino a pochi anni fa proporre e sviluppare in Italia un titolo come Mario + Rabbids Kingdom Battle, anche per uno Studio che fa parte di un colosso come Ubisoft, sarebbe stato impensabile. La game industry nostrana però, in questi ultimi cinque anni, è cambiata. Molti studi di sviluppo hanno aperto i battenti e altri hanno proposto titoli interessanti anche per il mercato internazionale. 

Chiediamo quindi a Soliani di dare alcuni consigli agli spettatori di View Conference che desiderano entrare nell’industria del videogioco. Per Davide è importante non mollare, mai: “La caparbietà può fare la differenza per chi vuole davvero entrare in questa industria, anche in Italia. È importante capire con precisione cosa si vuole fare, valutando le proprie attitudini. È altrettanto importante studiare, sperimentare, fondare team indipendenti e iniziare a lavorare ai propri progetti. Anche noi come studio siamo cresciuti un passo alla volta, passando dalle venti persone di dieci anni fa alle attuali settanta, tutte guidate da una forte passione che infondiamo in tutto ciò che sviluppiamo”. 



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