NY Times: l’avvio senza chiave può uccidere. Dal 2006, 28 morti intossicati dall’auto lasciata accesa

Può una tecnologia intesa a facilitare la vita diventare in realtà un rischio potenzialmente mortale? A indagare sul “lato oscuro” dell’innovazione tecnologia applicata ai trasporti ha pensato il New York Times, che in un’inchiesta recentemente pubblicata ha portato alla luce un aspetto inquietante delle auto con sistema di accensione keyless.  

Il quotidiano statunitense si è concentrato in particolare sulle morti per intossicazione da monossido di carbonio legate alle auto azionate tramite pulsante, e non più con la rotazione meccanica della chiave: stando ai dati raccolti dai giornalisti David Jeans e Majlie De Puy Kamp, dal 2006 a oggi sarebbero oltre due dozzine le persone che hanno perso la vita per colpa delle esalazioni prodotte da vetture lasciate inavvertitamente con il motore acceso. Circostanza che sembra incredibile, eppure il Times cita il recente caso di Fred Schaub, che nell’estate del 2017 ha parcheggiato la sua Toyota nel garage sotto casa portando con sé il portachiavi wireless, convinto di averla spenta, e che 29 ore dopo è stato trovato morto per il monossido che ha invaso la sua abitazione. 

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L’immagine utilizzata dal New York Times per illustrare la sua inchiesta  

“Dopo 75 anni di guida, mio padre ha pensato che portando con sé la chiave l’auto si sarebbe spenta”, ha commentato laconicamente il figlio di Schaub, spingendo a una più attenta riflessione su quanto la tecnologia influenzi la quotidianità, nascondendo insidie con cui non sempre si fanno i conti. Il problema sembra essere proprio l’abitudine, e l’adattamento all’innovazione tecnologica: il fatto di non dover più girare la chiave nel blocco per mettere in moto e spegnere l’auto, unito ai motori sempre più silenziosi, potrebbe erroneamente far pensare che una volta scesi la vettura sia spenta. Ma come è ormai noto, il telecomando wireless trasmette il segnale radio che consente l’accensione entro distanze che si fanno sempre più lunghe, e un garage posizionato sotto o accanto all’abitazione (come spesso accade negli Stati Uniti) può trasformarsi in una gabbia tossica. 

Non è un caso, sottolinea ancora il Times, che 7 anni fa la Sae (Society of Automotive Engineers) abbia chiesto che ai sistemi keyless venissero abbinati per legge segnalatori acustici per avvertire il conducente nel caso in cui l’auto restasse accesa senza che il portachiavi risultasse dentro o vicino all’abitacolo. Una proposta supportata dalla National Highway Traffic Safety Administration, che si è però scontrata con il parere contrario dei costruttori ed è stata dunque accantonata, pur non in via definitiva. Con conseguenze fatali in certi casi, come dimostra la causa intentata contro Toyota: l’azienda ha installato sulle sue auto tre diversi segnali acustici per avvisare il conducente, ma quando gli ingegneri hanno suggerito che venissero prese misure più efficaci si è rifiutata. E secondo Kimberlin Nickles, la figlia Chassity sarebbe morta proprio a causa del rifiuto della casa automobilistica. 

Ma le cause intentate ad altre case per morti “silenziose” sono sempre di più, anche se non è noto il numero preciso: stando alle stime del Times dal 2006 a oggi sarebbero 28, cui si aggiungono 45 persone rimaste gravemente ferite - in certi casi con danni al cervello - a causa dell’intossicazione. 

Il problema sembra essere normativo: senza regole e leggi precise, sono gli stessi costruttori a decidere quali e quanti provvedimenti prendere per prevenire le morti potenzialmente legate ai sistemi keyless. La National Highway Traffic Safety Administration, dal canto suo, aveva iniziato a investigare sulla questione nel 2013, ma l’inchiesta non aveva portato ad azioni concrete. Lo scorso marzo l’agenzia aveva annunciato l’intenzione di approfondire ulteriormente il tema, riprendendo in mano la proposta di legge sull’obbligo a carico dei costruttori e analizzando i dati sulle morti, ma nulla di ufficiale ancora è stato fatto. Negli Stati Uniti, a oggi, su 17 milioni di nuovi veicoli immatricolati ogni anno, la metà sono dotate di accensione wireless. In Italia il numero è inferiore, ma la problematica resta, soprattutto alla luce una società sempre più anziana. 

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