Cina, una scuola misura l’attenzione degli studenti con il riconoscimento facciale

Scuola media in Cina (Photo by VCG/VCG via Getty Images)

L’operazione “Grande fratello” in Cina procede senza allentare il ritmo. Le imprese del Social Credit System hanno già ampiamente animato le cronache e ora si parla nuovamente di riconoscimento degli stati emotivi grazie all’intelligenza artificiale: non di dissidenti o criminali, ma di studenti.
La scuola media Hangzhou n. 11 ha installato uno smart classroom behavior management system, che leggerà espressioni e movimenti facciali dei ragazzi per studiare i loro livelli di attenzione. Sarà capace di identificare sentimenti come felicità, rabbia, repulsione, paura e confusione.

Così riporta il sito locale Hangzhou.com: “Cosa fanno i ragazzi quando non sono concentrati? Quali lezioni apprezzano di più? Attraverso i big data, queste risposte non saranno più un mistero”. Il sistema in questione è stata ideato da Hikvision Digital Technology, uno dei maggiori fornitori al mondo di telecamere di sicurezza e che sta sviluppando la propria tecnologia di intelligenza artificiale.

“Raccoglie solo le espressioni facciali e le informazioni sul comportamento degli studenti. Può migliorare le interazioni tra insegnanti e studenti”, ha detto il vicepreside Zhang Guanqu a The Paper, riporta Reuters. Dopo un mese di sperimentazione, ha continuato, gli studenti hanno cominciato ad accettare il meccanismo. Un sistema di punteggio in tempo reale comunica su uno schermo all’insegnante il livello di attenzione degli studenti.

Se in Cina il rapporto con le telecamere della popolazione è decisamente più sciolto rispetto ad altri Paesi – usano il riconoscimento dal commercio alla sicurezza – lo scrupolo sulla privacy viene pur sempre sollevato.

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“Ma cos’è, un campo di concentramento? Sono bambini, mica l’obiettivo della dittatura”, ha scritto un utente sulla piattaforma social Weibo.


Fonte: WIRED.it

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