Come ti controllo umidità e temperatura a Castel Sant’Angelo

Le stanze che hanno ospitato i Papi e che hanno accolto le spoglia dell’imperatore Adriano oggi sono affollate da migliaia di turisti che vengono da tutto il mondo. Castel Sant’Angelo è uno dei simboli di Roma, tappa obbligatoria nel tour della capitale. Ma l’andirivieni di visitatori e gli sbalzi di temperatura hanno influito, come sempre accade ai beni storici, sulla sua conservazione.

Lo scorso anno è nata l’esigenza di verificare temperatura e umidità del monumento con un sistema evoluto di monitoraggio, che non fosse troppo invasivo. La risposta è arrivata dal Padovano. Carel, azienda del territorio, ha predisposto un innovativo sistema di supervisione. Permette l’integrazione delle macchine che controllano la temperatura dell’aria e lo stato dell’umidità. L’umidità in particolare è gestita da umidificatori di precisione a ultrasuoni prodotti dalla stessa azienda.

Come funziona? I sensori di temperatura e umidità, che sono wireless, rilevano le variazioni e le segnalano al sistema centrale di monitoraggio.

Questo è in grado di agire sull’umidità (aumentandola o diminuendola). Se c’è una anomalia, viene comunicata subito al personale addetto per l’immediato intervento.

Carel è un player mondiale nei settori del condizionamento, refrigerazione e umidificazione dell’aria. Progetta, produce e commercializza soluzioni di controllo tecnologiche. È sua la tecnologia adottata da importanti musei di tutto il mondo per la conservazione di beni artistici.

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Ma i macro settori dove opera per il controllo dell’aria sono diversi: residenziale, commerciale e industriale. “Lavoriamo soprattutto in ambito commerciale e industriale. Per esempio nella refrigerazione dei supermercati e nel food service”, precisa Gian Lombello, group chief sales and marketing officer. Il principio è sempre lo stesso dei musei: controllare le unità fisiche in loco e garantire un sistema di raccolta dati per gestire da remoto le performance dei sistemi di condizionamento e refrigerazione. L’internet delle cose applicato al clima. Questo consente sia di intervenire in caso di allarme, sia di monitorare le prestazioni energetiche di impianti e macchine per ottimizzarne l’efficienza complessiva.

Dopo 45 anni dalla fondazione la missione dell’azienda si conferma quella di “guidare lo sviluppo della tecnologia per il controllo dei sistemi di condizionamento e umidificazione“, spiega Lombello. “Quello che facciamo sono sistemi di controllo. Per intenderci, non gli apparati finali, come i condizionatori per esempio. Piuttosto forniamo ai nostri clienti la tecnologia per rendere le loro macchine più efficienti”.

Il 70% del fatturato (231 milioni di euro nel 2016) è business to business. Nell’azienda lavorano 1.400 persone, di cui il 13% in ricerca e sviluppo dove ogni anno viene investito il 6/7% di fatturato consolidato. Le esportazioni valgono l’80% del totale. “La nostra strategia è globale, ci stiamo espandendo a livello mondiale”. La sede centrale è in provincia di Padova, ma “abbiamo 21 sedi commerciali e stabilimenti in 3 continenti”, racconta Lombello. Entro la metà del 2018 è prevista la quotazione in Borsa. “Guardiamo al segmento Star. Pensiamo di quotarci per continuare a crescere, soprattutto overseas”. Di recente Carel ha acquisito un’azienda polacca e ha aperto due nuove sedi commerciali in Thailandia e in Corea del Sud. Per potenziare la capacità produttiva, è stato inaugurato in Croazia il quarto stabilimento produttivo.


Fonte: WIRED.it

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